sabato 2 giugno 2012

di cuore e di figlie



A volte ti accorgi che la tredicenne di casa sta crescendo proprio dalle piccole cose.
Se c'è una pizzata con mamme e bambini dell'età della sorella la eviterà come la peste.
Se scopre un nuovo gruppo musicale ascolterà quello per giorni e giorni.
Se ha voglia di leggere qualcosa va a guardare nella tua folta libreria qualche romanzo semplice.
Se litiga con l'amica poi ha bisogno di trascorrere pomeriggi a parlartene.
Se viene invitata alla festa dell'amica in questione rimarrà su una soglia di intermittenza per un giorno intero.
Se ha una verifica di geometria arriverà all'ultimo minuto, chiedendoti di aiutarla nel problema come faceva alle elementari.
Se fa una crostata a forma di cuore, con la marmellata all'amarena, hai l'obbligo di assaggiarla, per poi scoprire che l'impasto è divino e morbido.
Se scopre che due ragazzini cominciano a guardarla con una certa insistenza, un altro che prova ad aiutarla nel rapporto leggermente compromesso con l'amica, si stupisce e arrossisce come quando, a due anni, rideva e buttava giù le torri fatte con il lego insieme al suo nonno.
Cambia lei.
E' bellissimo capire, da come entra in casa dopo una giornata fuori, che cosa le sia successo, semplicemente guardandola negli occhi.
E' mia figlia.
E' la prima.
E' la mia rossa preferita.
Però non ho preferenze fra lei e figlia piccola, sono così diverse e agli opposti che posso dire di avere con ognuna un rapporto diverso poichè c'è sempre qualcosa di nuovo e affrontano tutto in maniera unica, è uno scambio e un reinventarsi ogni giorno.
Non mancano le fatiche quotidiane e quella insondabile voglia di silenzio ogni tanto... anche in questo periodo di tuffi al cuore e di voglia di vacanza solitaria.

giovedì 31 maggio 2012

I miei pensieri colorati e un gelato come cena!


Scrivere non viene sempre facile.
Un po' come tutte le cose che mi caratterizzano in questo periodo. O le faccio con trasporto o le trascino per giorni.
E scrivere non è così semplice.
Oggi, per esempio, vorrei farlo ma non vengono le parole, sono come prese dal vento, che prima scompiglia i capelli e poi i pensieri.
Sto vivendo, mi sono infilata nella vita, quella piena, fatta di appuntamenti, di sorrisi, di piani per il futuro.
La vita scorre ed io sono là in mezzo, con amiche che mi fanno commuovere per cose dette e frasi dedicate.
Ascolto musica, ricevo parole, mi riempio di cose e chiacchiere.
Oggi un uomo mi ha fermato. Stavo caricando la macchina con i sacchetti della spesa e si è avvicinato e mi ha detto due parole:
"Posso dirle una cosa? le sembrerà strano, e non ho mai fermato una ragazza in vita mia, ma lei ha degli occhi molto belli ed è un piacere guardarla".
"..." sono arrossita
"mi spiace averla fatta imbarazzare, ma dovevo dirglielo, è una cosa bella, arrivederci"
E niente. Sono salita in auto, mi sono guardata nello specchietto e ho respirato.
Due giorni fa mi ha fermato una donna per dirmi quanto lei ami gli occhi chiari, che avrebbe voluto una bambina con degli occhi come i miei e mi ha fatto diversi complimenti.
In questi frangenti non so cosa e come rispondere, mi fanno piacere certo. E' strano che arrivino in questo momento della mia vita, in cui i miei occhi sono spesso velati da un pensiero che sfugge ma sopratutto che arrivino da sconosciuti, non mi era mai successo. 
Non so perché ne scrivo, forse ha fatto riflettere me, mi ha scosso dalle piccole distrazioni quotidiane.
C'è questa, un po' speciale che oggi mi piace ascoltare, lo so, è un po' triste, ma va bene così.
E questa foto, un po' con il mio consueto ritardo con cui rispondo agli accorati inviti via blog, ecco a voi la mia cena (il giorno dopo!):





lunedì 28 maggio 2012

I miei capelli al vento..


Non so voi ma io non riesco più a sentire, come un disco rotto, parlare di questa crisi incipiente.
Sembra un vulcano che cresce e che prima o poi erutterà.
Non ho energie in questi giorni, scrivo post, li salvo e li tengo in stand by, senza pubblicarli.
Passo notti pressochè insonni.
Mi sveglio in quel momento speciale in cui il cielo lascia il blu intenso per ritrovare l'azzurro, all'alba, verso le cinque, e mi manca il respiro.
Non mi era mai successo prima d'ora.
E' qualcosa che arriva, è improvviso, non ti lascia via d'uscita.
Poi, lentamente, passa.
Quando mi sono svegliata, dopo il primo momento di panico, mi sono alzata, ho bevuto un sorso d'acqua ghiacciata, ho spalancato le finestre e sono uscita sul terrazzo.
Tutto fermo, silenzioso, il mio gelsomino profumato mi ha come assorbito i pensieri.
Ho guardato le case, ho assaporato quell'attimo di sensazione che tutto sia come sospeso.
Poi, la vita, c'è, pulsa, ovunque.
Ho trovato braccia pronte ad accogliermi, a portarmi via dal mio attacco d'ansia.
Sto vivendo l'intensità di questo momento di cambiamenti, sono un'altra me, con altri sogni, con altre proporzioni.
Quella che non esce di casa se non dopo essersi truccata e infilata qualche paio di orecchini in tinta con l'umore (oggi rosso).
Un tempo preferivo collane, ora orecchini, era una vita che non ne indossavo.
Sto attraversando questo uragano, come quando anni fa, in Giamaica ne abbiamo sentito gli strascichi.
Ma ho radici profonde, anche se, ogni tanto, come stanotte, mi accade qualcosa che scompiglia i miei capelli al vento. Nessuno me li spettina così bene come il vento.

mercoledì 23 maggio 2012

L'onda


Sull'onda dell'emotività non bisognerebbe mai agire.
Bisognerebbe contare fino a diecimila, prima.
Invece è accaduto.
Non so perché ne scrivo.
Sto attraversando un dolore grande.
Sono riuscita ad andare al concerto di canto della piccola, a scherzare, sorridere, non so come.
E niente.
La vita va avanti, nonostante le emozioni che porto dentro.

Fiaccole da accendere..



"i ragazzi non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere" di F.Q. 

Avevo scritto un post ieri sera, era pieno di riflessioni ma forse qui, pubblicamente, dovrei rimanere su una soglia di superficie.
Stamattina qualcuno mi ha aperto ancora una volta gli occhi, ho di nuovo sbagliato a giudicare alcune persone, amiche o meno che siano.
E' sicuramente vero che sono sempre piena di slanci e non riesco proprio a giudicare male le persone, è più forte di me, devono veramente farmi perdere la testa.
Ma giuro, il prossimo anno non farò la rappresentante dei genitori, nemmeno costretta con la forza, niente.
Ne ho sentite troppe, lascio lo scettro a quelle quattro che si sentono in dovere di pensare per tutti e non sbagliare mai.
Scusate lo sfogo, ma oggi ne ho piene le scatole di avere a che fare con adolescenti in piena esplosione ormonale  (perché è così che sembrano le mamme accanite sostenitrici del fare il bene dei bambini- se sento ancora questa frase grido con tutto il fiato che ho) invece che con adulti come del resto dovrebbe essere.
Manca il buon senso e la cooperazione armoniosa, il dare-avere come dovrebbe essere, senza fare tutte le prime donne al gran galà e metterla giù dura.
La smetto qui, poi non ne parlerò più, ho già dato troppo importanza alla cosa e alle persone chiamate in causa.

lunedì 21 maggio 2012

La rabbia e il dolore

Ascolti alla radio notizie che non avresti mai voluto sentire.
Un week end lungo di notizie che lasciano con il fiato sospeso.
Ma ti accorgi a pensare che il male e il bene sono parte di una bilancia, che è la vita, che è il mondo.
Che sono gli eventi naturali di una terra che trema, che sono persone davanti alla scuola che espandono la loro razione di male.
E tu, inesorabile spettatore inerme, osservi l'angoscia nelle facce di chi tutto ciò l'ha vissuto sotto ai suoi occhi.
Non puoi fare nulla.
Sei impotente.
La terra trema e la gente corre fuori da casa.
Una persona decide di uccidere ragazzine all'entrata della scuola e tu non puoi bloccare nulla.
Nel tuo piccolo ti incazzi.
Ti incazzi contro il male, quel male che dilaga, che arriva alla gente, che si espande come macchie d'olio.
Ma provi a credere che qualcosa si debba fare.
E allora dentro te sai che puoi urlare, puoi portare il bene nella tua famiglia, fra le persone che incontri, ma nulla più.
E ti incazzi.
E nel cuore della notte, pensi a quanto cattiva in generale sia la gente.
E che anche la terra sussulta.
E ti incazzi, nella tua impotenza.
Ma la vita scorre, come un fiume e nessuno può fermare il suo corso.

giovedì 17 maggio 2012

E allora ballo!



Proprio così, una ventata di allegria.
Quei momenti contagiosi.
Fra gli occhi arrossati dall'allergia, una giornata intensa e piena di dubbi, io e figlia piccola ci siamo scatenate, a piedi nudi.

"mamma sei completamente impazzita!" esclama fermandosi a guardarmi con aria sospetta.
"è vero amore mio" rispondo mentre continuo a ballare (quando prendi il ritmo non lo fermi più).

Così è finita una giornata non proprio da ricordare, scandita da attimi particolarmente intensi a raffiche di vento impazzito.
Oggi invece avrei dovuto ritirare gli esiti degli esami.
Ma non l'ho fatto.
Primo perché sto aspettando un esito importante, tanto per cambiare, e oggi non era proprio giornata, secondo perché due appuntamenti in mattinata hanno stravolto tutti i miei piani.
Domani quindi mi aspetta la segretaria con gli occhiali che se sorridesse un tantino renderebbe tutto più semplice.

Come può una donna, una ragazza adulta, una mamma, un'adolescente fuori tempo massimo (insomma la sottoscritta) avere ancora voglia di giocare e ballare con le figlie e di farsi sorprendere, di desiderare, di mettere passione in tutto quello che fa e la circonda, sentire le farfalle nello stomaco da un mese e mille desideri da mettere in pratica?

E mentre scrivo figlia piccola arriva a portarmi una foglia di gelsomino a forma di cuoricino, che diventerà il mio nuovo segnalibro.